martedì 1 febbraio 2011
mercoledì 5 gennaio 2011
venerdì 10 settembre 2010
mercoledì 1 settembre 2010
Meridiane, l'ombra che spacca il secondo

Sundial Atlas s’intitola il progetto, che altro non è se non un censimento – il primo mai tentato a livello mondiale – e una catalogazione internazionale delle meridiane, coordinata dalla passione di Fabio Garnero, costruttore professionale di meridiane a Saluzzo (Cn), e Fabio Savian, orefice-matematico di Paderno Dugnano (Mi). Negli intenti l’enciclopedia planetaria degli gnomoni (si chiama così l’asta che proietta l’ombra sul quadrante della meridiana, indicando l’ora solare) dovrebbe alimentarsi da sé, con il sistema dell’auto-aggiornamento su Internet tipo Wikipedia: basta infatti connettersi al sito sundial.eu – lo ha già fatto una sessantina di appassionati – per inserire anche il proprio orologio solare nell’elenco, completo di fotografie, descrizione, coordinate geografiche e ovviamente il motto che spesso contraddistingue ogni meridiana che si rispetti.
Non solo: è possibile persino tracciare «itinerari gnomonistici» su base tematica o regionale (sono già on line percorsi nel comasco, a Verona, nel mantovano, a Caorle e a Mondovì...), collegando ad esempio le meridiane costruite dal medesimo autore oppure quelle con analoghe caratteristiche (c’è un giro delle meridiane walser!).
Sono infine previsti un blog e una newsletter per i cultori del genere. Ma quante saranno le meridiane d’Italia? E quelle del mondo? L’Atlante per ora sta per raggiungere le tre migliaia di esemplari, ma c’è da credere che siamo solo agli inizi. Secondo alcuni esperti, il solo Stivale ospiterebbe almeno 15.000 quadranti solari, più o meno come Spagna e Germania, mentre la Francia ne ha circa 30.000: infatti il «Catalogo dei Quadranti Solari» compilato dall’associazione francese Ccs (che lo mette in vendita su Cd Rom a pochi euro) è già arrivato a un totale di oltre 25.000 e ad ogni ottobre – grazie a una pattuglia di indefessi «cacciatori di meridiane» – accresce il suo bottino (nel solo 2008 sono stati identificati 1400 «nuovi» pezzi). Il censimento francese si è allargato anche all’estero ed ha annotato altre 6544 meridiane di 66 nazioni diverse; e noi qui siamo i primi in classifica, con 4034 esemplari.
Tra l’altro il conteggio transalpino è talmente preciso da permetterci di sapere che il 68,7% delle meridiane francesi sono verticali e il 5% orizzontali, 5442 risultano datate e e 5408 recano un motto. Non solo: oltralpe per il momento sono censiti 142 quadranti armillari, 127 analemmatici, 27 a equazione del tempo, 18 bifilari... Non chiedete però che cosa significhino tali distinzioni: è solo per dare un’idea della complessità della materia, che abbraccia discipline matematiche e geometriche, storia, astronomia e altro ancora, con scoperte di indubbia originalità; esistono addirittura modelli detti «a cannoncino» ovvero sonori: una lente posta sullo gnomone incendia una miccia che spara un colpo a mezzogiorno preciso! Fabio Garnero conta proprio sui francesi per accrescere in un colpo solo il suo inventario mondiale: «Ci hanno promesso 30.000 quadranti, i catalani altri 3500.
Poi entreranno le Baleari, i tedeschi... Gli inglesi hanno qualche perplessità perché, possedendo un buon numero di meridiane orizzontali in ottone e facilmente asportabili, temono che l’Atlante si trasformi in una sorta di catalogo per i ladri. Del resto un po’ tutte le società astronomiche nazionali, oltre a una marea di semplici appassionati, fanno già catalogazione; gli stessi Astrofili italiani hanno contato circa 15.000 quadranti. Solo che nessuno aveva ancora pensato di coordinare questo patrimonio eccezionale e di metterlo a disposizione di tutti, grazie a Internet».
Proprio consultando la Rete, tuttavia, è già possibile constatare come la Società catalana di gnomonica (Scg) sia arrivata a 922 esemplari di orologi solari, minutamente suddivisi per materiale di costruzione, tipo, autore. Un sito scozzese propone invece un proprio censimento di 162 meridiane, un altro cecoslovacco è giunto a 4545 per l’Europa centrale, mentre dalla Germania arriva un catalogo di 944 gnomoni.
La Società Nordamericana delle meridiane (Nass) mette a sua volta on line un elenco di circa 600 manufatti... I quadranti solari sono ovunque, godono per esempio di grande tradizione in terra islamica (dove servivano per stabilire il tempo della preghiera), nonché in Giappone, India e Cina, nazioni che si distinguono per la miniaturizzazione (esistono persino meridiane inserite nei bottoni, con tanto di bussola per orientarle). Insomma, siamo all’inizio di un’opera che probabilmente non vedrà mai la fine. «Un esempio – incalza Garnero –: per ragioni geografiche, mi occupo della provincia di Cuneo dal 1994 e ho trovato circa 2200 meridiane (700 delle quali appaiono già sull’Atlante); ebbene, negli stessi luoghi un francese ne ha contate tra 2500 e 2700...».
Perché le regioni italiane col maggior numero quadranti sono quelle del nord; curioso, no? «Invece è logico: da noi c’è meno sole, i tempi per lavorare i campi sono più brevi, e dunque c’era necessità di misurare il tempo con maggior accuratezza per sfruttare la luce naturale al meglio... Ci sono cascine che contano anche 5 o 6 meridiane». Italiano anche un primato di anzianità, col misterioso «globo di Matelica» che conta almeno 2500 anni. I secoli d’oro sono però il Sei e Settecento, poi dall’inizio del Novecento fino a vent’anni fa un vuoto enorme: «Gli orologi da torre e quindi quelli elettronici hanno soppiantato le meridiane. Ora invece il mercato sta tornando in auge, equamente diviso tra privati ed enti pubblici». Certo, i costruttori di professione in Italia sono soltanto 5 o 6 (cui si aggiungono qualche decina di artigiani e restauratori); però dipende anche dall’alta specializzazione ed esperienza necessarie.
Ma come: se ormai le meridiane le vendono già pronte persino nei mercatini dell’usato... Garnero scuote la testa: «No, quelle fatte in serie non possono funzionare, sono dei falsi, dei puri oggetti decorativi... Per essere precisi i quadranti solari devono essere studiati appositamente per il luogo dove verranno posti. Ognuna è un pezzo unico». E solo gli esperti sono in grado di arrivare a sottigliezze incredibili; per dare un’idea, l’ultimo numero del bollettino degli gnomonisti francesi dà notizia del più grande quadrante solare del mondo: niente meno che... la barriera di una diga, quella di Castillon, il cui bordo sporgente è in grado di segnare il tempo su appositi indici accuratamente calcolati. Più gigante di così! Gli abitanti della zona non potranno più dire: «Non vedo l’ora»...
domenica 9 maggio 2010
Sito WEB Sole e Natura
martedì 12 gennaio 2010
La strada dei giovani
ASSISI, L’EUROPA, LA DISPONIBILITÀ E VARIETÀ DI PROPOSTE E CAMMINI
Una nuova strada
Francesco Pignatelli
Pioneers 1/2010
martedì 22 dicembre 2009
Buon Natale e felice 2010!
affinché io riceva in me la sua Parola;
assumendo la mia carne,
mi ha gratificato del suo Spirito;
Egli ha preso il mio corpo per santificarmi
ed espande in me il suo Spirito per salvarmi»
San Giovanni Crisostomo, In nativitatis Christi diem, 2
"Baciando il volto di Dio" di Morgan Weistling
Questo quadro è stato ispirato in primo luogo da una canzone che ho sentito un giorno. A volte, in una frase si coglie tutto il contenuto di un discorso ed allora nasce l’ispirazione come un fiume in piena. La frase “baciando il volto di Dio„ mi ha colpito immediatamente con questa immagine potente di Maria e del bambino Gesù. È un'immagine che abbiamo visto rappresentata molte volte, nella semplicità di una madre ed suo bambino, con concreta tenerezza. Ho cominciato a contemplare il privilegio impressionante che è stato dato a Maria: poter tenere Dio tra le braccia ma, nello stesso tempo, essere cosciente che Egli era ancora il suo bambino. Questo piccolo, dolce bambino che sorreggeva era anche Dio nella carne! Ma lo ha stretto a sé e baciato proprio come fanno tutte le madri con i propri bambini. Questo pensiero mi ha spinto a dipingere questo quadro come una rappresentazione molto umana della divinità. Il mio desiderio è che chi osserva venga colpito, come lo sono stato io, dal modo sorprendente che Dio ha scelto per inviare suo Figlio in questo mondo – in pura umiltà. M. W.




